Adozione libri di testo 2013-14

Il MIUR ha emanato le indicazioni operative per l’adozione dei libri di testo e i tetti di spesa massimi

 Adozione dei libri di testo per l’anno scolastico 2013-14

   Chi delibera e con quale autonomia

– l’adozione dei testi è espressione dell’autonomia didattica e professionale degli insegnanti: sentito il parere del Consiglio di Classe, la proposta viene deliberata dal Collegio Docenti nella seconda decade di maggio. In caso di aumento del tetto di spesa fino al 10% massimo, l’approvazione viene deliberata in Consiglio di Istituto

 I “paletti” sono definiti dalla coerenza con il POF, come espresso nella Legge sull’autonomia scolastica

DPR 275/99: Autonomia Didattica: la scelta, l’adozione e l’utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, sono coerenti con il Piano dell’offerta formativa di cui all’articolo 3 e sono attuate con criteri di trasparenza e tempestività. Esse favoriscono l’introduzione e l’utilizzazione di tecnologie innovative.

 Nuove adozioni  per il prossimo anno scolastico:

– si adottano  libri di testo in una nuova versione digitale o mista (costituita da un testo in formato cartaceo e da contenuti digitali integrativi, oppure da una combinazione di contenuti digitali e digitali integrativi).
– l’obbligo si applica a partire, progressivamente, dalle classi prima e quarta della scuola primaria, dalla prima classe della scuola secondaria di I grado e dalla prima e dalla terza classe della scuola secondaria di II grado (I Collegi Docenti delle Superiori però possono ancora per due anni scolastici operare in transizione mantenendo i testi già in uso.)

 In caso di sostituzione di libri già in uso

è stato abrogato l’obbligo di mantenere in adozione gli stessi testi scolastici per un quinquennio nella scuola primaria e per 6 anni  nella scuola secondaria di I e di II grado. Tuttavia l’abrogazione vale dal settembre 2013, quindi al momento la norma sussiste e i testi NON possono essere cambiati, salvo “la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, connesse con la modifica di ordinamenti scolastici”.

 Ecco i link dove trovare i decreti che ne parlano:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/prot378_13

 http://www.notiziedellascuola.it/legislazione-e-dottrina/indice-cronologico/2013/marzo/DM_MIUR_20130326_prot209/art1

 Tetti di spesa

I libri già in uso non avranno aumenti di prezzo, salvo eventualmente il tasso di inflazione.

 Per le nuove dotazioni:

– nel caso in cui l’intera dotazione libraria sia composta esclusivamente da libri in versione digitale i tetti di spesa sono ridotti del 30%;

– in tutti gli altri casi, i tetti di spesa sono ridotti del 20%.

Per gli importi vedere alle pagine 4-5 del documento a  questo link:

http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/alfresco/d/d/workspace/SpacesStore/15a03008-f2e2-4387-a4f3-bb508d3deacf/dm43_12.pdf

Possono essere deliberati aumenti degli importi indicati entro il limite massimo del 10 per cento. In tal caso le relative delibere di adozione dei testi scolastici devono essere adeguatamente motivate da parte del Collegio dei docenti e approvate dal Consiglio di istituto.

Caratteristiche tecniche  per tipologie di testi

Sono  descritte nell’allegato al Decreto Ministeriale all’indirizzo seguente

http://www.notiziedellascuola.it/legislazione-e-dottrina/indice-cronologico/2013/marzo/DM_MIUR_20130326_prot209/ann1

 

Una rivoluzione a metà: chi saluta entusiasticamente …

Coi soldi risparmiati, le scuole  potranno dotare gli studenti dei supporti tecnologici necessari (tablet, pc/portatili) ad utilizzare al meglio i contenuti digitali per la didattica e l’apprendimento, parola di ministero. Per consultare i testi digitali, servirà una piattaforma che il ministero dell’Istruzione metterà a diposizione degli istituti scolastici e degli editori. I docenti, infatti,  dovranno consultare e scaricare online la demo illustrativa dei libri di testo in versione mista e digitale, altrimenti come farebbero ad adottarli?

Ma per consentire una applicazione graduale delle novità “solo per le prima e terza classe della secondaria di II grado il Collegio dei docenti potrà eventualmente confermare le adozioni dei testi già in uso“. Il tutto soltanto per due anni scolastici: il 2014/2015 e 2015/2016. La scuola italiana insomma, svolta, rompendo anche le resistenze di un fronte, quello del mondo dell’editoria, che certo non può amare il provvedimento, rappresentando il giro d’affari dell’editoria scolastica il 20% del mercato dei libri, ma che deve accettarlo. Le famiglie ringrazieranno, le schiene degli studenti pure, e magari anche l’Agenda digitale, entità centrale del Paese del futuro, che, in questo segmento, non resta almeno un’idea platonica.

 …e chi pensa a un flop.

 All’Istruzione pensano che con i libri elettronici si spenderà meno, quindi probabilmente i tetti saranno rivisti. Ma questa è una tesi tutta da dimostrare. Per gli editori, i libri online portano nuove spese, oltre che un’Iva molto più pesante (dal 4 del cartaceo al 21% del digitale). Poi c’è il discorso sui diritti d’autore, da rivedere. L’investimento delle scuole nella banda larga….”.

La spesa totale per i libri di testo non dovrà superare un limite fissato per decreto dal MIUR: il prezzo del tablet sarà da contare in questa spesa?.

Come rendere fruibile a tutti i contenuti digitali del libro di testo. Il provvedimento dà per scontato che tutti possiedano un computer e/o un tablet e magari la connessione ad internet, ma chiunque fa una piccola indagine nella classe dei propri figli si accorge che non tutte le famiglie hanno questi strumenti. L’iscrizione on line è stato un test per molte scuole sulla loro utenza

Ma supponiamo che davvero le scuole adottino esclusivamente libri misti o digitali, così da poter ottenere l’incredibile riduzione di costi  Allora le scuole dovranno assicurare alle famiglie i contenuti digitali e i “supporti tecnologici” necessari alla fruizione dei contenuti digitali, su richiesta delle famiglie e con oneri a carico delle stesse. In effetti la scuola potrebbe comprare centinaia di tablet e rivenderli o assegnarli in comodato o in affitto alle famiglie?

Non è che la scuola farà finta di digitalizzare e continuerà ad utilizzare la parte cartacea dei testi?

Tablet a scuola

http://leggoergosum.wordpress.com/tag/didattica-digitale/

Anche l’argomento dei tablet a scuola ha visto un evento dedicato, il meeting Tablet School organizzato a Bergamo dal centro studi Impara digitale, centro fortemente voluto e realizzato da Dianora Bardi. Il dibattito rimane vivo nonostante credo che sul tema si sia ormai detto tutto o quasi e personalmente non ho altro da aggiungere a quanto scritto a riguardo nel passato più o meno recente. Del resto la situazione è ben nota e ben esposta in questi articoli che fornisco di seguito: il primo si intitola La lunga marcia della scuola digitale e mi sembra eloquente senza commentarlo ulteriormente. Da leggere perché fa un quadro preciso e lucido sulla situazione, tra velleità – e necessità – di innovazione didattica e le solite carenze strutturali ed economiche.
Il secondo, Tablet school, i fatti e i “da fare”  è la cronaca del meeting di Bergamo da parte di uno studente che vi ha partecipato in prima persona, condito da alcune considerazioni interessanti perché, una volta tanto, a parlare non sono i soliti docenti pro o contro il digitale, ma la materia prima della scuola, ovvero gli studenti stessi.
C’è poi questo approfondito articolo su tropicodelibro.it in cui si parla del decreto Profumo e si interpella Marco De Rossi, fondatore di Oilproject, il quale analizza la situazione anche alla luce della giornata di Bergamo e fa una prima valutazione di quanto finora hanno fatto gli editori, che comunque non è poco, tenendo anche conto, come ben dice Rossi, che il loro sforzo “non corrisponde al reale mercato della scuola italiana che ancora preferisce il cartaceo”.
Inoltre segnalo questo articolo della Stampa molto ben scritto e dove si interpella anche  Dianora Bardi, facendo il punto su molti aspetti del digitale nella didattica tutti da approfondire; c’è infine un’intervista a Dianora Bardi, molto rapida quanto efficace, dove la stessa professoressa pioniera del digitale in classe non nasconde le immancabili (e immaginabili) resistenze interne e soprattutto le criticità presenti anche nell’uso del digitale a scuola. Alla fine non fa nascere illusioni facili e afferma che “per una rivoluzione digitale servono tempi lunghi.”  A me questa frase suona ovviamente ragionevole, ma mi chiedo spesso anche se i tempi lunghi della scuola non siano inesorabilmente troppo lenti rispetto alla rapidità della tecnologia, che spesso spariglia le carte e rimette tutto in gioco nel giro di pochi anni, se non mesi.

Il dibattito è aperto

La Redazione

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